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Nutrizione
Coordinatore: P. Bataille
Consiglieri: G. Conte, G. Barril
rev.1 - 07.11.2011
Stato dell'arte
Ogni trattamento sostitutivo dovrebbe garantire allo stesso tempo depurazione ottimale (tossine uremiche), sottrazione di liquidi (raggiungimento del peso secco), correzione degli squilibri elettrolitici e del bilancio acido-base. Questo però può associarsi a una perdita di sostanze utili, e può pertanto verificarsi, in stretto rapporto con le permeabilità diffusiva e convettiva delle membrane utilizzate, una deplezione di nutrienti (Ahrenholz PG. et al. Clin Nephrol 2004; 62: 21-8; Combarnous F. et al. Int J Artif Organs 2002; 25: 203-9 ; Santoro A et al. Blood Purif. 2004; 22:261-8). E’ in particolare il caso degli aminoacidi essenziali e a catena ramificata e di vitamine idrosolubili come la vit. C, di ridotto peso molecolare che, allontanati per convezione (HDF) ma anche per semplice diffusione (HD), possono contribuire in modo significativo al peggioramento dello stato nutrizionale di pazienti spesso critici (Gil HW. et al. J Korean Med Sci 2007; 22: 598-603; Navarro JF. et al. Nephrol Dial Transplant 1998; 13: 113-7; Ikizler TA. et al. Kidney Int 1994; 46: 830-7). Con l’uso di membrane ad alta permeabilità idraulica finalizzate all’incremento della depurazione convettiva, la stessa albumina può essere allontanata in quantità significative (Ward RA. J Am Soc Nephrol 2005; 16: 2421-30).
La Hemo Filtrate Reinfusion (HFR) può contribuire alla soluzione del problema. La depurazione via adsorbimento dell’ultrafiltrato ottenuto dalla camera convettiva con l’uso di una membrana a elevata permeabilità idraulica e la sua successiva reinfusione nel paziente prima della sezione diffusiva, permette un allontanamento selettivo di soluti tossici, in rapporto non tanto al peso molecolare ma all’affinità con la resina stirenica.Questo permette il recupero di sostanze utili come vit. C e aminoacidi, fino all’albumina (Morosetti M. et al. Clinical research and protocols for innovative HDF therapies. Results of cooperative research. Granada, 2009 Sept. 13-15; Borrelli S. Blood Purif. 2010; 30: 166-71).
Il trattamento sostitutivo è un compromesso fra il tentativo di ottimizzare la rimozione di tossine uremiche e ridurre la perdita di sostanze utili. Nei pazienti uremici, il costante incremento dell’età anagrafica e delle comorbidità, il cattivo stato nutrizionale, si traducono molto spesso in fragilità clinica e scadente qualità di vita, talvolta vicina più a una sopravvivenza che a una convivenza accettabile con la malattia. Anche dal punto di vista nutrizionale è necessaria una risposta biotecnologica razionale e adeguata.
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