Infiammazione

Coordinatore: V. Panichi
Consiglieri: A. Martin Malo, J. Nortier
rev. 1 - 07.11.2011

Stato dell'arte

L’infiammazione cronica è oggi riconosciuta come una delle principali comorbidità del paziente uremico in trattamento sostitutivo e può essere sostenuta da molte cause (Stenvinkel P. et al. Semin Dial 2002; 15: 329-37; Stenvinkel P. Nephrol Dial Transplant 2001; 16 Suppl 7: 36-40).. Alcune di queste intervengono nella fase predialitica dell'insufficienza renale, quali la ridotta clearance delle citochine, l'obesità, la resistenza all'insulina, la presenza di comorbidità e malattie infiammatorie (Stenvinkel P. et al. Semin Dial 2005; 18: 322-30; Morena M. et al. Hemodial Int 2005; 9: 37-46; Stenvinkel P. Contrib Nephrol 2005; 149: 185-99; Yao Q. et al. ASAIO J 2004; 50: lii-lvii). Altre cause invece sono direttamente indotte dalla procedura dialitica a causa dell’interazione del sangue del paziente con il circuito dialitico extracorporeo (linee, filtri) o con le soluzioni dializzanti e di reinfusione (Todeschini M. et al. Am J Kidney Dis 2002 Oct; 40: 783-93; Guth HJ. et al. Int J Artif Organs 2003; 26:181-7;Panichi V. et al. Biomed Pharmacother 2006 Jan; 60: 14-7). Altre, infine, sono indotte indirettamente, come le patologie infiammatorie e/o infettive proprie dell’accesso vascolare.

L’adozione di liquidi ultrapuri si è dimostrata capace di ridurre i valori di CRP e IL-6 in pazienti shiftati da dialisi convenzionale a ultrapura e di diminuire significativamente il fabbisogno di ESAs (Hsu PY. et al. J Nephrol 2004; 17:693-700). Un altro fattore che gioca un ruolo chiave nella risposta infiammatoria indotta dal trattamento emodialitico è il tipo di terapia somministrata. Anche se ad oggi non esistono ancora evidenze definitive ricavate da studi RCT, il trasporto convettivo  sembra in grado di ridurre significativamente i livelli sierici di citochine pro-infiammatorie (Ramirez R. et al. Contrib Nephrol 2007; 158: 210-5; Panichi V. et al. Contrib Nephrol 2008; 161: 185-90; Panichi V. et al. Nephrol Dial Transplant 2008; 23: 2337-43). Coerentemente con questa ipotesi, la prescrizione della dose convettiva ottimale dovrebbe essere definite univocamente; gli studi CONTRAST e Turco potrebbero a questo scopo fornire indicazioni importanti per chiarificare questo punto ancora oggetto di discussione (Penne LE et al. Nephrol Dial Transplant 2009; 24: 3493-99).

In particolare la HFR, metodica di HDF che prevede l’utilizzazione, come liquido di reinfusione, dello stesso ultrafiltrato del paziente ‘rigenerato’ attraverso il passaggio in una cartuccia di resina stirenica idrofobica, permette di by-passare qualsiasi tipo di problema legato alla eventuale non perfetta sterilità del liquido di reinfusione, trattandosi di un sistema di ‘produzione’ di liquido di reinfusione in circuito chiuso, privo quindi di qualsiasi possibile contaminazione (Wratten ML et al. Contrib Nephrol. 2007; 158: 94-102; Ghezzi PM et al. Int JArtif Organs 1991;14:221-234). Questo, in associazione con la presenza di membrane sintetiche in polifenilene ad alta biocompatibilità (HFR Aequilibrium o Supra HFR), di dialisato ultrapuro, nonché in assenza di acetato come stabilizzante, costituisce un valido presidio nella prevenzione della risposta infiammatoria alla dialisi (Kim S. et al. Clin Nephrol. 2009;72:442-8; Bolasco P. et al. Nephrol Dial Transplant. 2011; 26: 258-63; Bolasco P et al. Blood Purif. 2011; 31:235-42; Panichi V et al. Nephrol Dial Transplant. 2060; 21: 756-62).

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