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Mieloma e FlgLCs
Coordinatore: A. Santoro
Consiglieri: A. Testa, S. Pasquali
rev.1 - 15.10.2011
Stato dell'arte
Le FIgLCs (Free Immunoglobulin Light Chains), sono suddivisibili in due classi maggiori k e l a seconda della sequenza aminoacidica nella porzione costante del polipeptide. Le catene leggere k sono usualmente monomeri del peso di 22 kDa, quelle l dimeri del peso di 44 kDa. La produzione di catene leggere da parte dei plasmociti del midollo osseo si aggira intorno ai 500 mg/die. Hanno un’emivita compresa fra le due e le sei ore e sono normalmente filtrate e successivamente riassorbite a livello del tubulo prossimale. E’ evidente che la concentrazione delle FIgLCs aumenta in due situazioni: incremento della produzione (gammopatie) e diminuzione della clearance, come nell’insufficienza renale.
I tassi più elevati di FIgLCs sono tipici dei pazienti uremici in trattamento emodialitico. Questo dimostra come le metodiche di depurazione attuali non siano in grado di offrire una clearance adeguata di queste molecole, definibili come vere e proprie tossine uremiche, anche se sono state descritte strategie di HD intensiva con filtri con membrane a elevata permeabilità (p. e. Poliariletersulfone con un cut-off di 45 kDa) in grado di allontanare in modo significativo le FIgLCs in eccesso, in associazione però con un’importante e difficilmente sostenibile perdita di albumina di 20-40 g/seduta.
La soglia del rischio depurativo è rappresentata dal muro dell’albumina: il suo peso e la sua dimensione molecolare possono essere ritenuti come un limite di sicurezza non valicabile dal cut-off della membrana. La HFR, unica fra le metodiche di HDF, permette la messa a punto e l’uso di membrane ad altissima permeabilità, non condizionate dal muro dell’albumina. Questo consente di esplorare regioni depurative di estremo interesse, come ad esempio quello delle catene leggere che è stato dimostrato essere adsorbite dalla resina stirenica.
La via sembra quindi molto promettente: naturalmente, è necessario mettere a punto protocolli clinici che tengano conto non solo della possibilità di un efficace allontanamento delle FIgLCs, ma che possano dare indicazioni circa il momento dell’intervento, la sua frequenza, il carattere di prevenzione della cast nephropathy (quindi al di fuori di un quadro uremico), la terapia complementare del mieloma.
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