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Reinfusione endogena e Nuove tossine
Coordinatore: R. Vanholder
Consiglieri: F. Aucella, P. Brunet
rev.1 - 15.10.2011
Stato dell'arte
Nella sindrome uremica la tossicità di un soluto non è legata in modo esclusivo al suo peso molecolare, e pertanto questo non può rappresentare una discriminante valida. Esistono piccole molecole tossiche (p.e. urea) e non tossiche (p.e. vit. C, aminoacidi), come esistono molecole più grandi tossiche (p.e. β2-microglobulina) e non tossiche (p.e. albumina), e fra questi due antipodi molecolari esistono tossine di per sé a basso o bassissimo peso che però hanno un legame con le proteine (p.e. omocisteina, p-Cresolo) e quindi una dimensione molto più elevata.
La messa a punto di membrane a sempre maggiore permeabilità idraulica è finalizzata alla rimozione di tossine uremiche di peso molecolare più elevato, ma tale finalità comporta il rischio di eliminare, insieme ai soluti tossici, una quantità importante di sostanze utili se non addirittura essenziali.
La Hemo Filtrate Reinfusion (HFR) fornisce una valida soluzione del problema. La depurazione via adsorbimento dell’ultrafiltrato ottenuto dalla camera convettiva con l’uso di una membrana a elevata permeabilità idraulica e la sua successiva reinfusione nel paziente prima della sezione diffusiva, permette un allontanamento selettivo di soluti tossici, indipendentemente dal peso molecolare ma in relazione all’affinità con la resina stirenica. Questo permette il recupero di sostanze utili come vit. C e aminoacidi, fino all’albumina.
Quindi, il quesito che il Nefrologo deve porsi riguarda non solo cosa sia necessario depurare, ma anche cosa sia necessario non allontanare. L’introduzione di tecniche analitiche sofisticate per l’identificazione delle tossine uremiche e di membrane ad alto flusso permette di conoscere e rimuovere efficacemente molti soluti a medio e alto peso molecolare. Ciò comporta la necessità di una comprensione a più ampio spettro dell’uremia, base indispensabile per il miglioramento della tecnologia in grado di offrire membrane e tecniche depurative sempre più performanti. Negli ultimi anni sono stati fatti passi importanti nella ricerca e nella caratterizzazione delle tossine uremiche, ed è stata posta maggiore attenzione alla loro patofisiologia. Questo processo di ricerca è in continuo divenire, e in effetti sempre nuove tossine vengono identificate e studiate, tanto da rendere necessario un continuo aggiornamento della lista.
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